Un sito deve aiutare le persone a capire cosa fai. In fretta.
Non partiamo dai colori, dalle animazioni o dal tema da installare. Prima chiariamo cosa devono trovare le persone, quale percorso devono seguire e quale azione vogliamo rendere più semplice. Poi costruiamo il sito intorno a queste risposte.
Poi la superficie.
Rifare il sito non è sempre la risposta.
Un sito vecchio può ancora svolgere bene il proprio lavoro. Un sito appena pubblicato può essere già confuso.
Prima di proporre una ricostruzione completa controlliamo struttura, contenuti, tecnologia, prestazioni e facilità di gestione. Se basta correggere alcune parti, lo diciamo.
Buttare via tutto è spesso la soluzione più comoda per chi vende il nuovo sito. Non necessariamente per chi deve pagarlo e utilizzarlo.
Non tutti i progetti richiedono lo stesso lavoro.
Partire da zero
Quando l’azienda non ha ancora un sito oppure quello esistente non può essere recuperato. Definiamo obiettivi, struttura, contenuti e funzioni prima di iniziare lo sviluppo.
Ripensare ciò che esiste
Quando il sito funziona tecnicamente, ma non rappresenta più l’azienda, i suoi servizi o il modo in cui le persone cercano informazioni.
Rimettere ordine
Quando non serve ricostruire tutto. Correggiamo gerarchie, navigazione, pagine, contenuti e problemi tecnici mantenendo ciò che funziona.
Cinque siti. Cinque lavori diversi.
Un sito aziendale, un catalogo e un e-commerce non hanno lo stesso compito. Cambiano la struttura, il peso dei contenuti, le funzioni e il modo in cui le persone devono muoversi.
Dinoil — Il catalogo senza carrello
Dinoil presenta un catalogo ampio di lubrificanti, additivi e prodotti tecnici, ma non vende direttamente online.
Il sito deve aiutare professionisti e rivenditori a orientarsi tra linee, applicazioni e formati, approfondire i prodotti e arrivare al contatto commerciale. Qui la priorità non è portare al checkout: è rendere consultabile un’offerta tecnica complessa.
Visita Dinoil →
Parts & Lubricants — Un sito che sta cambiando funzione
Parts & Lubricants nasce come sito aziendale: presenta l’azienda, i marchi distribuiti, le linee di prodotto, gli articoli e i riferimenti commerciali.
Ora stiamo costruendo anche la parte e-commerce. È un esempio utile perché mostra che un sito può evolvere senza fingere di essere già ciò che diventerà: prima struttura e contenuti, poi catalogo acquistabile, prezzi e percorsi dedicati ai diversi clienti.
Visita Parts & Lubricants →
FightAcademyGear.it — L’e-commerce operativo
FightAcademyGear.it è un negozio online dedicato agli sport da combattimento, con categorie, varianti, disponibilità, promozioni e acquisto diretto.
Qui il sito non deve soltanto presentare prodotti. Deve aiutare a confrontarli, scegliere taglia e variante, gestire il carrello e accompagnare l’ordine fino alla spedizione. Il lavoro continua ogni giorno dopo la pubblicazione.
Visita FightAcademyGear.it →
Media Arena — Rifare il proprio sito senza nascondere il cantiere
Media Arena è il progetto che stiamo attraversando in prima persona: nuova architettura, pagine servizio separate, blog, migrazione, redirect, prestazioni e strumenti di misurazione.
Non lo presentiamo come un caso di successo già maturato. Lo mostriamo per documentare le decisioni, le correzioni e il lavoro necessario per sostituire un sito che non rappresentava più l’azienda.
Esplora Media Arena →
Doggy Italia — Un e-commerce costruito intorno a un prodotto preciso
Doggy Italia presenta e vende Cheese Bone, uno snack per cani con un’identità e un utilizzo specifici.
La home deve prima spiegare il prodotto, i benefici e il motivo per cui è diverso da uno snack generico. Solo dopo entra in gioco il catalogo. È un e-commerce nel quale contenuto commerciale e vendita devono stare nella stessa pagina senza ostacolarsi.
Visita Doggy Italia →La struttura cambia perché cambia il lavoro.
Un catalogo tecnico non deve comportarsi come un negozio. Un sito aziendale non deve fingere di essere un e-commerce. Un prodotto nuovo richiede più spiegazione di un articolo già conosciuto.
Non partiamo da un modello da riempire. Partiamo dal compito che il sito deve svolgere.Ogni pagina deve rispondere a quattro domande.
Se queste risposte mancano, aggiungere effetti grafici non risolve il problema.
Dove sono?
Titoli, navigazione e contesto devono far capire immediatamente quale argomento viene trattato.
È quello che sto cercando?
La pagina deve presentare subito il problema, il servizio o il prodotto senza costringere le persone a interpretare frasi vaghe.
Perché dovrei fidarmi?
Informazioni verificabili, esempi, metodo di lavoro e limiti dichiarati valgono più di una lunga serie di promesse.
Cosa posso fare adesso?
Contattare l’azienda, chiedere informazioni, leggere un approfondimento, consultare un prodotto o effettuare un acquisto.
Il sito prende forma su più livelli.
Ogni livello deve sostenere gli altri. Una buona grafica non recupera una struttura confusa; una struttura corretta perde valore se i contenuti non spiegano nulla.
Architettura e navigazione
Definiamo le pagine necessarie, il loro ruolo e i collegamenti che permettono di raggiungerle.
Contenuti
Scriviamo o riorganizziamo testi, titoli e informazioni perché siano comprensibili alle persone e leggibili dai motori di ricerca.
Direzione visiva
Colori, tipografia, immagini e composizione devono sostenere i contenuti, non competere con loro.
Sviluppo
Costruiamo componenti riutilizzabili e pagine gestibili senza trasformare ogni aggiornamento in un intervento tecnico.
Prestazioni e accessibilità
Controlliamo caricamento, stabilità, leggibilità, navigazione da mobile e principali ostacoli all’utilizzo.
Misurazione
Quando il progetto lo richiede, predisponiamo gli strumenti necessari per osservare traffico, ricerche e comportamento sul sito.
Dal primo confronto alla messa online.
Capire
Raccogliamo informazioni sull’azienda, sull’offerta, sui clienti e sul sito esistente.
Ordinare
Definiamo obiettivi, pagine, priorità, contenuti disponibili e materiali mancanti.
Progettare
Costruiamo architettura, gerarchie e primi modelli delle pagine principali.
Costruire
Sviluppiamo il sistema grafico e tecnico, inserendo progressivamente i contenuti approvati.
Controllare
Verifichiamo collegamenti, moduli, visualizzazione da mobile, prestazioni, indicizzazione e tracciamento.
Pubblicare e osservare
Mettiamo online il sito e controlliamo ciò che accade realmente, senza considerare la pubblicazione come la fine del lavoro.
Un sito non si costruisce senza conoscere l’azienda.
Media Arena può seguire strategia, architettura, testi, direzione grafica, sviluppo e verifiche tecniche.
L’azienda deve mettere a disposizione informazioni, materiali, accessi e persone capaci di approvare le decisioni. Quando questi passaggi non sono chiari, il progetto rallenta e il risultato diventa meno preciso.
Per questo definiamo fin dall’inizio responsabilità, materiali necessari e momenti di approvazione.
Alcune cose appesantiscono il progetto senza migliorarlo.
Un progetto semplice non è un progetto povero. È un progetto nel quale ogni elemento riesce a spiegare perché esiste.
- Scegliere il tema prima di avere ordinato i contenuti.
- Aggiungere animazioni soltanto per impressionare.
- Creare pagine perché “le hanno tutti”.
- Riempire il sito con testi provvisori destinati a restare online.
- Installare plugin che nessuno utilizzerà.
- Trattare la versione mobile come un desktop ristretto.
- Presentare un punteggio tecnico come garanzia di risultati commerciali.
- Costruire un sito che soltanto lo sviluppatore può aggiornare.
Vendere online cambia il progetto.
Un e-commerce non è un normale sito al quale viene aggiunto un pulsante “Acquista”.
Le cose da chiarire prima di iniziare.
Quanto costa realizzare un sito?
Dipende dal numero e dal tipo di pagine, dai contenuti disponibili, dalle funzioni necessarie e dalle condizioni del sito esistente. Non calcoliamo il progetto soltanto contando le pagine.
Quanto tempo serve?
Dipende soprattutto dalla chiarezza dell’offerta, dalla disponibilità dei contenuti e dalla velocità delle approvazioni. Una stima attendibile arriva dopo avere definito questi elementi.
Potremo aggiornare il sito autonomamente?
Sì. Il sito viene progettato tenendo conto della gestione successiva. Prima di svilupparlo chiariamo quali contenuti dovranno essere aggiornati e con quale frequenza.
Potete occuparvi anche di testi e immagini?
Possiamo seguire testi, organizzazione dei contenuti, direzione grafica e preparazione dei materiali, oppure lavorare con le persone già presenti nell’azienda.
Dobbiamo sostituire per forza il sito esistente?
No. Prima verifichiamo cosa può essere mantenuto, corretto o riutilizzato. La ricostruzione completa viene proposta quando esiste una ragione concreta.
Garantite un determinato punteggio PageSpeed?
No. Ottimizziamo immagini, codice, caricamento e stabilità, ma un punteggio fisso dipende anche da hosting, servizi esterni e condizioni della misurazione. La priorità è migliorare l’esperienza reale, non inseguire un numero isolato.
Prima di scegliere come sarà il sito, chiariamo cosa deve fare.
Che tu stia partendo da zero, abbia un sito che non rappresenta più l’azienda o non sappia ancora se correggerlo o ricostruirlo, il primo passo è verificare la situazione reale.
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