Come funziona la SEO: aiutare Google a capire che cosa offri

La SEO, cioè l’ottimizzazione per i motori di ricerca, comprende il lavoro necessario per rendere le pagine accessibili, organizzarle e costruire contenuti pertinenti alle ricerche delle persone. Aiuta Google a trovare e comprendere il sito e i potenziali clienti a individuare informazioni utili. È il compito descritto nella guida introduttiva di Google.

Capire come funziona la SEO serve anche a distinguere tre condizioni: avere una pagina online, averla nell’indice di Google e vederla comparire per una determinata ricerca.

Sono condizioni diverse. Prima di intervenire sul sito, bisogna sapere quale stiamo verificando.

Come funziona la SEO tra sito, contenuti e ricerca

Immaginiamo un’azienda che installa climatizzatori a Latina. È un esempio ipotetico, lo stesso settore utilizzato nella guida all’analisi del sito web.

L’azienda ha pubblicato una pagina sull’installazione. Il titolare cerca il servizio su Google, non trova il sito e chiede di “sistemare la SEO”.

La richiesta è comprensibile, ma non identifica ancora il problema.

La pagina potrebbe essere inaccessibile a Google. Potrebbe essere stata letta senza essere indicizzata. Oppure potrebbe essere nell’indice, ma non ricevere visibilità per quella ricerca.

Queste situazioni richiedono verifiche e interventi differenti.

Google deve poter trovare e leggere la pagina

Google scopre nuove pagine anche seguendo collegamenti da pagine già note. Quando prova a recuperarne il contenuto, esegue quella che viene chiamata scansione.

Nel nostro esempio, un collegamento dalla sezione Servizi alla pagina Installazione offre un percorso per raggiungerla.

La pagina deve però funzionare ed essere accessibile. Un errore del server o un accesso riservato possono impedirne il recupero. Aprirla dal proprio computer non dimostra, da solo, che Google riesca a fare altrettanto.

I requisiti tecnici per la Ricerca Google comprendono l’accesso consentito, una risposta corretta della pagina e contenuti indicizzabili.

Leggere una pagina non significa inserirla nell’indice

Dopo aver recuperato una pagina, Google ne analizza i contenuti. Le informazioni possono essere conservate nel suo indice, l’archivio utilizzato per rispondere alle ricerche.

Questo passaggio si chiama indicizzazione.

Google può conoscere una pagina e averla letta senza averla inserita nell’indice. La documentazione sul funzionamento della Ricerca distingue le fasi e chiarisce che non tutte le pagine le superano.

Un’esclusione, inoltre, non è sempre un errore. Alcune pagine possono essere riservate o volutamente escluse dai risultati. Il problema nasce quando è esclusa una pagina che dovrebbe presentare un servizio ai nuovi clienti.

Essere indicizzati non significa comparire per ogni ricerca

Quando qualcuno cerca un servizio, Google deve selezionare e ordinare i risultati.

Utilizza diversi sistemi per comprendere il linguaggio, associare domande e contenuti e valutare le pagine attraverso più segnali. La guida ai sistemi di ranking descrive parte di questo funzionamento.

La nostra pagina sull’installazione deve quindi rispondere a una domanda pertinente. Il fatto che sia nell’indice non dimostra che verrà scelta per “installazione climatizzatore Latina”, né che comparirà nelle prime posizioni.

La verifica può essere riassunta così:

Condizione Domanda da verificare Che cosa non dimostra
Pagina raggiungibile Google riesce a recuperarla? Che sia già nell’indice
Pagina indicizzata È stata inclusa nell’indice? Che compaia per la ricerca desiderata
Pagina mostrata per una ricerca Riceve impressioni per una domanda pertinente? Che le visite diventino richieste o vendite

Chiedere “siamo su Google?” senza distinguere questi passaggi può portare a una risposta corretta ma poco utile.

Il contenuto deve rispondere alla domanda del cliente

Confrontiamo due ricerche:

  • “come scegliere un climatizzatore”;
  • “installazione climatizzatore Latina”.

Nella prima immaginiamo una persona che vuole capire quale soluzione acquistare. Nella seconda, qualcuno che cerca un servizio nella propria zona.

Lo scopo della ricerca viene chiamato intento di ricerca.

Una guida alla scelta può essere adatta alla prima esigenza. Per la seconda servono informazioni sull’intervento: dove opera l’azienda, se vende anche l’apparecchio, come viene valutata l’installazione e come richiedere un sopralluogo.

Scrivere “installazione climatizzatori Latina” nel titolo è coerente con il servizio. Ripetere quella frase nei paragrafi non sostituisce le informazioni mancanti.

Google spiega che i suoi sistemi possono associare una pagina a diverse formulazioni di una domanda, anche senza trovare ogni variante esatta nel testo. Conviene quindi usare il linguaggio dei clienti e descrivere bene il lavoro svolto. Guida SEO di Google.

Se l’azienda vende soltanto climatizzatori e non li installa, attirare persone che cercano il montaggio non risolve il problema commerciale. Il sito deve rappresentare ciò che l’azienda offre davvero.

Quali pagine servono per spiegare l’offerta

Una homepage non deve contenere ogni informazione. Un blog, però, non può compensare automaticamente una pagina di servizio incompleta.

Per decidere dove collocare un contenuto, parti dalla domanda a cui deve rispondere.

Contenuto Domanda principale
Pagina di servizio Potete occuparvi del mio problema, nella mia zona e alle condizioni che mi servono?
Chi siamo Chi svolgerà il lavoro e quali elementi mi aiutano a valutarlo?
Caso reale Avete affrontato una situazione simile? Che cosa avete fatto e quali prove ci sono?
Articolo Che cosa devo capire prima di scegliere?
Domande frequenti Come funziona questo dettaglio del servizio?
Contatti Come posso chiedere informazioni e che cosa devo comunicarvi?

Questa è una griglia di progettazione, non un elenco di pagine obbligatorie.

Una domanda semplice può ricevere risposta direttamente nella pagina del servizio. Un argomento che richiede esempi e confronti può meritare un approfondimento. Non serve creare un articolo separato per ogni piccola variante della stessa domanda.

Google invita a costruire contenuti per un pubblico reale, capaci di aiutarlo a raggiungere un obiettivo, evitando di limitarsi a riassumere ciò che altri hanno già pubblicato. Indicazioni sui contenuti utili.

I collegamenti interni rendono il sito esplorabile

La guida alla scelta del climatizzatore può rimandare alla pagina dell’installazione quando il lettore vuole valutare il servizio. La pagina del servizio può collegare un approfondimento se una spiegazione più lunga aiuta a sciogliere un dubbio.

Sono collegamenti interni: link tra pagine dello stesso sito.

Aiutano le persone a proseguire e Google a trovare altre pagine e comprenderne il contesto. Google raccomanda che ogni pagina importante riceva almeno un collegamento da un’altra pagina del sito. Best practice sui link.

Anche le parole del collegamento contano. “Come richiedere il sopralluogo” anticipa una destinazione precisa, se la pagina successiva spiega quel passaggio.

Un collegamento dovrebbe avere un motivo leggibile: dare una risposta, approfondire un dubbio o permettere un’azione. Aggiungerne molti senza una relazione utile rende il percorso più confuso.

Come controllare una pagina in Search Console

Google Search Console permette a chi ha accesso al sito di consultare informazioni sull’indicizzazione e sulla presenza nei risultati.

Scegli una pagina importante e procedi così:

  1. Inserisci il suo indirizzo completo nel campo Controllo URL. Usa la pagina del servizio, non soltanto la homepage.
  2. Leggi lo stato nell’indice e gli eventuali motivi di esclusione.
  3. Controlla la data dell’ultima scansione, soprattutto se il testo è stato modificato da poco.
  4. Usa “Testa URL pubblicato” se serve verificare l’accessibilità attuale.

Il risultato relativo all’indice descrive una versione già elaborata da Google. Il test in tempo reale controlla invece la pagina attualmente online e alcuni possibili ostacoli: un esito positivo non certifica che la pagina sia già indicizzata. Guida allo strumento Controllo URL.

Puoi poi aprire il report Rendimento e filtrare per quella pagina. Osserva le ricerche associate, le impressioni e i clic nel periodo scelto. Le impressioni descrivono la presenza nei risultati; i clic indicano gli accessi dalla ricerca. Guida al report Rendimento.

Se i dati sono pochi, le conclusioni devono restare prudenti. L’assenza di una domanda nell’elenco non misura quante persone la cercano in generale.

Che cosa chiedere quando ti propongono un intervento SEO

Quando confronti una proposta per il sito, prova a ottenere una risposta concreta a quattro domande:

  • Quale problema avete osservato? Una pagina inaccessibile, un servizio poco spiegato, una struttura confusa o un’altra situazione documentata?
  • Su quali pagine volete intervenire?
  • Che cosa cambierete e perché?
  • Come verificheremo gli effetti e in quale periodo?

“Riscriviamo la pagina perché non chiarisce la zona coperta e le modalità del sopralluogo” permette di discutere il lavoro.

“Dobbiamo ottimizzare la SEO” lascia ancora aperto quasi tutto.

Alcune risposte richiedono una verifica ulteriore.

“Abbiamo inviato la pagina a Google.”
Una richiesta di scansione non assicura l’inclusione immediata nei risultati. Ripeterla non accelera il processo. Bisogna verificare l’esito, non soltanto l’invio. Indicazioni sulla nuova scansione.

“Il plugin dà un buon punteggio.”
Chiedi quali elementi sono stati controllati. Un punteggio non risponde, da solo, alle domande su indicizzazione, contenuto e ricerche dei clienti.

“Dobbiamo pubblicare più articoli.”
Quali dubbi devono risolvere? Prima di aumentare il numero dei contenuti, verifica che le pagine dei servizi svolgano il proprio compito.

“Ti garantiamo la prima posizione.”
Google mette esplicitamente in guardia dalle garanzie di prima posizione. Distingue anche la presenza nei risultati organici, che non richiede un pagamento a Google, dal costo del lavoro svolto dal professionista. Indicazioni per scegliere un esperto SEO.

Parti da un servizio importante per la tua azienda

Scegli un servizio che vuoi far conoscere a persone che non vi conoscono ancora. Individua la pagina che lo presenta.

Controlla che sia raggiungibile dal sito, verifica il suo stato in Search Console e leggi quali ricerche le sono associate. Poi chiediti se il contenuto risponde davvero a quelle esigenze.

Queste verifiche ti aiutano a decidere dove intervenire. Evitano, per esempio, di riscrivere un testo quando il primo problema è un blocco di accesso, oppure di cercare un guasto tecnico quando manca una spiegazione del servizio.

Dopo l’arrivo dalla ricerca, la persona deve poter leggere e usare la pagina: è il tema della guida sulla velocità del sito e del prossimo approfondimento sull’usabilità.

Per valutare il lavoro su SEO e contenuti, porta al confronto una pagina, una domanda del cliente e il problema che hai osservato. Sono elementi su cui si può progettare e verificare un intervento.