Ti arrivano due preventivi per realizzare il sito.
Metti un preventivo sito web accanto all’altro. Entrambi promettono una homepage, una pagina dedicata all’azienda, alcune pagine per i servizi, i contatti, la visualizzazione da smartphone e magari anche una non meglio precisata “SEO di base”.
Uno, però, costa molto più dell’altro.
La spiegazione più immediata è che un’agenzia sia cara e l’altra conveniente. Oppure che quella più costosa realizzi una grafica più bella.
Può essere. Ma non lo sai ancora.
Due preventivi possono elencare lo stesso numero di pagine e descrivere lavori molto diversi. Per confrontarli devi controllare tre livelli:
- che cosa riceverai;
- quale lavoro verrà svolto per renderlo utile;
- che cosa accadrà dopo la pubblicazione.
Il prezzo diventa confrontabile soltanto quando questi tre livelli sono abbastanza chiari.
Se cerchi una tabella con il prezzo medio di un sito web, qui non la troverai. Una cifra priva di un perimetro preciso rischierebbe di confonderti ancora di più. L’obiettivo è aiutarti a capire che cosa stai pagando e che cosa devi chiedere prima di scegliere.
Prima del prezzo: i due preventivi descrivono lo stesso lavoro?
Cinque pagine non sono sempre lo stesso prodotto.
Un fornitore potrebbe utilizzare una struttura già pronta, ricevere testi e fotografie dal cliente e limitarsi a inserirli. Un altro potrebbe studiare l’offerta, decidere come organizzare le informazioni, rivedere i testi, progettare percorsi differenti per telefono e computer e controllare che le richieste di contatto vengano registrate.
Nessuna delle due proposte è automaticamente sbagliata.
La prima può essere adatta a chi ha un’esigenza semplice, materiale già pronto e un budget limitato. La seconda può avere senso quando il sito deve spiegare servizi complessi, sostenere il lavoro commerciale o raccogliere contatti.
Il problema nasce quando queste differenze non sono dichiarate. A quel punto non stai confrontando due prezzi per lo stesso lavoro. Stai confrontando due numeri.
Primo livello: che cosa riceverai con il preventivo sito web
È la parte più semplice da individuare nel preventivo:
- numero e tipo di pagine;
- grafica personalizzata oppure modello preesistente;
- modulo per richiedere informazioni;
- eventuali fotografie, video o illustrazioni;
- funzioni come prenotazioni, pagamenti o aree riservate;
- inserimento dei contenuti;
- numero di revisioni;
- eventuale formazione per gestire il sito.
Sono elementi visibili e relativamente facili da contare. Non bastano, però, a descrivere il progetto.
La dicitura “inserimento di cinque pagine”, per esempio, non chiarisce chi deciderà quali pagine servono, chi scriverà i testi e se qualcuno controllerà che le informazioni siano comprensibili.
La domanda da fare è:
Che cosa dovrò fornirvi io e che cosa produrrete voi?
Una risposta concreta distingue testi, fotografie, revisioni, caricamento dei materiali e responsabilità. “Pensiamo a tutto noi” può sembrare rassicurante, ma non permette ancora di capire che cosa sia compreso.
Secondo livello: il lavoro che non si vede nella schermata finale
Una parte consistente del progetto avviene prima che qualcuno scelga colori, fotografie e caratteri.
Capire che cosa deve ottenere il sito
Un sito può servire a presentare l’azienda, raccogliere richieste, mostrare lavori, vendere prodotti, ottenere prenotazioni oppure sostenere il lavoro di chi vende.
Se questo obiettivo non viene discusso, le pagine rischiano di essere costruite seguendo un’abitudine: homepage, chi siamo, servizi e contatti. Una struttura ordinata, ma non necessariamente adatta al problema.
Chiedi:
Quale azione dovrebbe riuscire a compiere una persona dopo aver visitato il sito?
“Visitare il sito” non è un risultato. Capire un servizio, richiedere informazioni, prenotare o acquistare sono risultati più chiari.
Decidere quali informazioni servono
Il numero di pagine viene dopo. Prima bisogna capire quali domande porta con sé il visitatore.
Che cosa offre l’azienda? A chi si rivolge? Quale problema risolve? Come lavora? Perché dovrebbe essere credibile? Che cosa deve fare una persona interessata?
Questo lavoro può essere svolto dall’agenzia, dal cliente o da entrambi. L’importante è che il preventivo chiarisca chi ne sarà responsabile.
Se non viene svolto, il sito può essere esteticamente curato ma lasciare senza risposta proprio le domande che precedono un contatto.
Capire che cosa significa “SEO inclusa”
SEO è il nome dato al lavoro che aiuta i motori di ricerca a trovare e comprendere le pagine.
La frase “SEO di base inclusa” non spiega quali attività verranno eseguite. Potrebbe comprendere la ricerca delle parole usate dalle persone, la definizione delle pagine, la preparazione dei titoli mostrati nei risultati e alcuni controlli tecnici. Potrebbe anche indicare soltanto l’installazione di un programma nel sito.
La domanda utile è:
Quali attività comprende questa voce e che cosa potrò controllare alla consegna?
Una risposta concreta elenca attività e limiti. Una risposta fumosa ripete parole come “ottimizzazione”, “visibilità” o “posizionamento” senza legarle a un lavoro preciso.
Occorre anche diffidare delle garanzie assolute. Google chiarisce nei suoi requisiti e nelle buone pratiche per la Ricerca che il loro rispetto non garantisce che una pagina venga scansionata, indicizzata o mostrata nei risultati.
Controllare il sito da smartphone
“Responsive” significa che la pagina può adattarsi a schermi di dimensioni diverse. Non significa automaticamente che sia comoda da usare.
Testi, menu, pulsanti e moduli devono essere controllati anche su uno schermo piccolo. Non è soltanto una questione estetica: Google utilizza principalmente la versione mobile dei contenuti per indicizzazione e ranking.
Puoi chiedere:
Su quali dimensioni dello schermo controllerete pagine, menu e moduli prima della consegna?
“Il sito sarà responsive” descrive una caratteristica. “Controlleremo queste pagine e questi moduli prima della pubblicazione” descrive un’attività.
Verificare che le funzioni importanti lavorino davvero
Il modulo di contatto deve inviare il messaggio. Il numero di telefono deve poter essere toccato da smartphone. I collegamenti devono portare alla destinazione corretta. Se è previsto un sistema di misurazione, bisogna stabilire quali azioni verranno registrate.
La domanda è semplice:
Quali prove farete prima di pubblicare il sito e come saprò che sono state superate?
Non serve conoscere il nome dei programmi utilizzati. Serve capire che cosa verrà controllato.
Terzo livello: che cosa accade dopo la pubblicazione
Il giorno della consegna non spariscono dominio, spazio web, licenze, aggiornamenti e copie di sicurezza.
Non tutti i siti richiedono lo stesso servizio di manutenzione. Un sito semplice può avere esigenze ridotte; un progetto con molte funzioni, programmi esterni o pagamenti richiede più attenzione.
Il preventivo dovrebbe comunque chiarire:
- a chi sarà intestato il dominio;
- chi avrà gli accessi principali;
- dove sarà ospitato il sito;
- quali licenze richiedono un rinnovo;
- quali aggiornamenti sono compresi;
- se vengono effettuate copie di sicurezza;
- che cosa comprende l’assistenza;
- che cosa succede se in futuro cambia il fornitore;
- quali costi si ripetono ogni anno.
Un’attività esclusa non è automaticamente un problema. Può essere una scelta ragionevole per contenere il prezzo. Deve però essere visibile, perché soltanto così puoi decidere se occupartene in altro modo o accettarne l’assenza.
Chiedi sempre due cifre separate:
Quanto costa realizzare il sito e quale sarà il costo complessivo prevedibile del primo anno?
Poi chiedi quali spese continueranno negli anni successivi.
Una risposta concreta è una risposta verificabile
| Se chiedi… | Risposta ancora vaga | Risposta più concreta |
|---|---|---|
| Che cosa comprende la SEO? | “Ottimizziamo tutto il sito.” | “Definiamo gli argomenti delle pagine, prepariamo titoli e descrizioni e controlliamo che le pagine possano essere lette dai motori di ricerca.” |
| Chi prepara i testi? | “I contenuti sono inclusi.” | “Il cliente fornisce una prima bozza; noi riorganizziamo cinque testi e comprendiamo due revisioni.” |
| Come controllate il sito da smartphone? | “Sarà responsive.” | “Prima della pubblicazione controlleremo menu, pagine principali e moduli su queste dimensioni.” |
| Che cosa potrò misurare? | “Avrai le statistiche.” | “Registreremo visite, invii del modulo e clic sul numero di telefono.” |
| Che cosa succede dopo? | “Ti seguiremo sempre.” | “Sono compresi tre mesi di assistenza; in seguito potrai scegliere se attivare il servizio annuale indicato.” |
| Potrò cambiare fornitore? | “Il sito sarà tuo.” | “Riceverai questi accessi; queste licenze sono trasferibili, mentre queste dovranno essere acquistate nuovamente.” |
Non conta che la risposta sia lunga. Conta che possa essere compresa, scritta nel preventivo e controllata al momento della consegna.
La griglia per confrontare due offerte
Non limitarti a segnare “presente” o “assente”. Copia la frase esatta contenuta nel preventivo.
| Area | Che cosa dice il preventivo A? | Che cosa dice il preventivo B? | Come potrò verificarlo? |
|---|---|---|---|
| Obiettivo del sito | |||
| Pagine e funzioni | |||
| Testi e immagini | |||
| Attività SEO | |||
| Controlli da smartphone | |||
| Prove prima della pubblicazione | |||
| Misurazione delle azioni | |||
| Accessi consegnati | |||
| Assistenza | |||
| Licenze e rinnovi | |||
| Costi annuali | |||
| Attività escluse |
Usa tre stati:
- chiaro e verificabile: il lavoro è descritto e sai come controllarlo;
- nominato ma non definito: la voce compare, ma non sai che cosa comprenda;
- non menzionato: devi chiedere, senza concludere automaticamente che sia escluso.
Questa distinzione evita due errori: attribuire al fornitore attività che non ha promesso oppure scartare un’offerta soltanto perché usa una struttura diversa.
Se una spiegazione importante arriva a voce, chiedi che venga aggiunta al documento. Non perché tu debba diffidare di chiunque, ma perché a distanza di mesi è facile ricordare accordi differenti.
Un preventivo economico può essere quello giusto
Un’attività con pochi servizi, materiali già pronti e un obiettivo semplice può aver bisogno di un sito essenziale.
In quel caso un preventivo economico può essere adeguato. Non avrebbe senso pagare analisi, funzioni o contenuti che non servono.
Il contrario è altrettanto vero. Un preventivo elevato può includere attività inutili, descriverle male o affidarsi soprattutto alla forza commerciale di chi lo presenta.
Non devi scegliere l’offerta con più voci. Devi capire quali voci servono al tuo progetto.
Per ciascuna puoi domandarti:
- perché è stata proposta?
- che cosa accade se la eliminiamo?
- posso occuparmene io?
- come verrà verificata?
- è un costo iniziale o ricorrente?
Il prezzo ha senso soltanto quando sai quale lavoro comprende e quale problema dovrebbe risolvere.
Che cosa approfondiremo nella serie
Questo articolo è il punto di partenza di Capire un sito prima di pagarlo.
Nei prossimi approfondimenti vedremo:
- che cosa significa davvero far funzionare un sito, seguendo il percorso dalla ricerca al contatto;
- che cosa comporta un sito lento e che cosa misura davvero PageSpeed;
- come Google trova e comprende pagine e contenuti;
- perché estetica e utilità non sono alternative;
- che cosa sono i backlink e perché non tutti i collegamenti hanno lo stesso valore;
- che cosa deve essere gestito dopo la pubblicazione, dagli aggiornamenti agli accessi.
Man mano che gli articoli saranno pubblicati, questa pagina diventerà l’indice della serie.
Non serviranno per trasformarti in un tecnico. Serviranno per permetterti di fare domande migliori e riconoscere risposte che descrivono un lavoro reale.
È questo il criterio con cui confrontare due preventivi: non quale promette di più, ma quale ti permette di capire che cosa verrà fatto, perché serve e come potrai verificarlo.